domenica 27 maggio 2012

" Everybody lies"


"Everybody Lies"... questo titolo solo per celebrare la frase più caratteristica della mia serie TV preferita di ogni tempo che, proprio questa settimana è giunta ad un' epica conclusione: House MD.
House e la dottoressa Cuddy
Questo medico misantropo, egoista, manipolatore, maleducato, geniale, arrogante, affascinante, intelligente,  ma  imprevedibilmente pieno di sentimenti, emozioni ed umanità mi ha accompagnata per anni e quindi, senza dubbio, mi mancherà! La serata House è sempre stata, per me e mio marito, la sera speciale dalla quale nulla e nessuno poteva distoglierci: cibo stuzzichevole ( e quindi poco salutare), il nostro meraviglioso ed avvolgente sofà granata, una copertina ed il fuoco della stufa a creare l' atmosfera. Sorriderò al ricordare le maratone durante le pause televisive per rivedere tutte le serie già andate in onda prima dell' inizio della nuova stagione nell' autunno. Riderò ancora ricordando le telefonate durante la pausa pubblicitaria alla mia amica Michela solo per commentare gli svolgimenti della puntata e continuerò ad arrabbiarmi "esageratamente perchè è sulo una serie TV", come tutti provano a ricordarmi, ogni volta che ricorderò che, proprio per l' ultima stagione, se n'è andato il bellissimo personaggio della dottoressa Lisa Cuddy, amore strano ma di tutta la vita di House, l' unica che riusciva a fargli esternare emozioni vere. Mi mancheranno i fantastici dialoghi di House con il suo migliore amico, e troppo paziente, dottor Wilson. Conserverò la pallina di Gregory House  ( credetemi ce l' ho davvero!) continuando a provare, senza successo, a farla rimbalzare come lui e la penna a forma del suo bastone con le fiamme della terza stagione (una delle migliori) nel cassetto dei ricordi... Saranno sempre ricordi bellissimi! Good Night dottor House!
Il primo team

mercoledì 23 maggio 2012

I più simili al mondo


Cicerone una volta scrisse :" Chi osserva un vero amico osserva come l' immagine di se stesso... Come può essere " vivibile una vita" che non trovi sollievo nel reciproco affetto di un amico?  Cosa c'è di più dolce che avere una persona a cui confidare tutto, senza timori, come a te stesso? Quale frutto ci sarebbe nei successi senza avere qualcuno capace di goderne come te? Con difficoltà, poi, potresti affrontare le disgrazie senza un amico che ne soffra anche più di te... L' amicizia, infatti, conferisce più vivo splendore ai successi e allevia il peso delle avversità, dividendole e rendendole comuni."
Cicerone, senza dubbio, aveva capito il significato profondo della parola "amicizia": non una semplice conoscenza dell' altro, ma condivisione, dedizione, lealtà e sincerità.
Credo che ognuno di noi abbia la necessità di trovare "l' immagine di se stesso" anche se, purtroppo molto spesso, prima di trovarla davvero, si è costretti a camminare nel sentiero delle delusioni e delle spiacevoli scoperte, ma quando la si trova il sentimento è inconfodibile e rasserenante.
"Io e te siamo i più simili al mondo". La prima volta che abbiamo pronunciato queste parole, da quel momento ripetute sistematicamente come una parola d' ordine, guardandoci negli occhi, io e mio fratello  abbiamo capito che era una promessa. Lui è, senza alcun dubbio, il mio più simile al mondo. Abbiamo sentimenti ed emozioni molto simili, interessi affini, paure uguali. Lottiamo per gli stessi ideali, perseguiamo gli stessi sogni, ci proteggiamo, ci difendiamo, ci ascoltiamo, ridiamo e piangiamo. Ci basta guardarci velocemente negli occhi anche in mezzo a migliaia di persone e sappiamo quale sia il pensiero dell' altro. Credo che questo sia uno dei più bei doni con i quali la vita mi abbia premiata.
La nostra differenza di anni è notevole ma non ha mai impedito che fossimo un punto di riferimento l' uno per l' altro e credo che questo abbia reso veramente più gioiose le gioie e meno difficili le avversità.
Ci dicevano che avendo così tanti anni di differenza saremmo stasi entrambi "figli unici" ma si sbagliavano. Questa differenza è stata una delle più belle esperienze della mia vita. Mi ha permesso di provare l' emozione di sentire qualcuno che mi considera un modello, che cerca, anche se non sarebbe necessario, di imitarmi in cose piccole  e grandi, dalle ordinazioni in gelateria dicendomi: " tu prendi sempre le cose furbe" alle grandi scelte della vita. Mi ha insegnato a dare l'esempio, a pensare a come le mie decisioni abbiano influenza sugli altri. Ora, adulti, siamo fratelli ed amici, compagni e psicologi l' uno dell' altro. Abbiamo condiviso dolori che nessun altro può capire, gioiamo di cose che spesso sono insignificanti per chi ci sta vicino. Passiamo ore davanti ad una tazzina di caffè perchè è il " nostro momento",  facendo perdere la pazienza a chi ci sta intorno, parliamo in codice e ci convinciamo a farci piacere le serie TV che l' altro segue  solo per poi poter discutere ogni puntata per ore, come se i personaggi fossero i nostri vicini di casa.
Abbiamo vissuto lontano per anni, viste le mie scelte di vita, ma l' anno scorso il mio piccolo fratellone ha deciso di regalare un anno al Nicaragua e abbiamo riprovato cosa significa vivere quasi insieme, anche se non più nella nostra cameretta rosa e verde. Questa settimana è tornato qui da noi in Nicaragua e non esiste regalo migliore per me!

Voglio ringraziare tantissimo Antonella per questo premio che mi ha fatto molto piacere:


Il regolamento prevede che io condivida tre cosette:

1) tre mestieri che mi piacerebbe fare:
        - wedding planner
        - insegnante di letteratura
        - avere un negozio di cupcakes

2) una canzone che mi piace molto:
        "I don't want to be" di Gavin DeGraw

E, anche se in questo modo non seguo il regolamento che prevede io doni questo premio a 12 blog,
3)  io lo desidero donare a tutti coloro che vengono a leggermi!

Ringrazio anche di cuore Annamaria per questo bellissimo premio... sono felice di essere considerata creativa!

Ora devo donarlo ad altri 5 blog... vediamo un po':

- Il cast della nostra vita
- Le mille e una idee di Vale
- Il vento nei capelli
- La creatività e i suoi colori
- Distrazioni sfiziose in cucina




venerdì 18 maggio 2012

Quando un bambino ti può insegnare a vivere...


Antoine de Saint-Exupéry una volta scrisse: " gli adulti non capiscono molto di loro stessi ed è stressante per i bambini dovergli spiegare sempre tutto". Credo che Antoine avesse ragione. Con i loro occhi, le loro manine, i loro silenzi, le loro domande e le loro risate, i bambini possono insegnarci a vivere. Se gli adulti ricordassero di più i pensieri della loro infanzia eviterebbero quegli errori che stanno distruggendo le speranze del nostro mondo e del nostro futuro.
I bambini ci insegnano a gioire delle piccole cose, ad arrabbiarci e farcela subito passare, per tornare a ridere e ad abbracciare proprio chi ci ha offeso, ci insegnano che non bisogna rimpiangere troppo il passato o temere esageratamente il futuro, ma che  bisogna provare a dare il massimo nel presente. I bambini hanno il coraggio di dire ciò che pensano con la giusta disposizione a ricredersi se scoprono un' idea migliore. I piccoli vogliono imparare dagli altri, sono umili, disposti a cambiare e a credere che non sono i migliori.  I bambini sognano ma sono realistici, si fidano se dai loro il motivo per farlo e amano. Questa settimana, quindi, desidero condividere queste fotografie.



In questi anni in Nicaragua ho conosciuto bambini speciali che mi hanno insegnato a vivere la vita con più entusiasmo e gratitudine. Non hanno nulla ma godono delle piccole cose. Una nostra visita rende la loro giornata una festa e per sempre la ricorderanno volendoci bene davvero. Noi grandi, purtroppo, non siamo così riconoscenti, troppo in fretta dimentichiamo ciò che viene fatto per noi e troppo spesso, anche se ci vengono insegnate molte cose, velocemente torniamo ai nostri errori e debolezze giustificandoci con la, a mio avviso poco intelligente, affermazione: " io sono fatto così".
I bambini qui vogliono migliorarsi, non direbbero mai "noi siamo fatti così". Chiedono aiuto per imparare a vivere meglio. Quando scoprono che la vita può essere migliore di quella a cui i grandi li costringono, lottano per appropriarsene. Si impegnano per imparare ogni cosa che si possa imparare: leggere, scrivere, esprimersi, avere opinioni, non cadere in vizi deleteri, aiutare gli altri. Sono loro quelli che cercano di salvare i loro genitori da una vita triste e senza prospettiva. Loro vanno a cercare i loro padri stesi per le strade ubriachi per riportarli a casa, loro parlano ai loro genitori cercando di far capire che questa non è la vera vita, che questa vita li ucciderà e il renderà sempre più infelici.
Conosco bambini di otto, nove e dieci anni che crescono i loro moltissimi fratelli minori preoccupandosi dei loro bisogni materiali, emotivi e spirituali privandosi di tutto loro stessi. Conosco bimbe di quattro anni che si alzano alle quattro del mattino per andare al mulino a macinare il mais, ammassarlo e preparare le tortillas che poi durante la giornata venderanno. Questi bimbi si lavano a mano i loro vestitini, vanno nei boschi a cercare e caricare, sulla loro ancora piccola schiena, legna per poter accendere un fuoco per cucinare. Hanno, però, sempre il tempo per un sorriso ed un "grazie".
 Non dovremmo noi adulti con un altro tenore di vita imparare da loro? Credo che non si possa che dire si.
Se noi adulti fossimo diversi, fossimo più simili a loro, loro non sarebbero costretti a dimenticare la loro età e a non godersi l' infanzia che così velocemente svanisce.

mercoledì 16 maggio 2012

Profumi d' infanzia... e un po' di me


"Quando finalmente ritorni alla tua vecchia casa, ti rendi conto che non era la tua vecchia casa che ti mancava, ma la tua infanzia. " - Sam Ewing-

Qualche giorno fa ho ricevuto l' invito dalla mia mammina, del blog Il cast della nostra vita, ad un giochino che serve a conoscersi meglio anche se praticamente lei sa tutto di me e io ne sono felice. Ho rimandato e rimandato ma, visto che sono a casa malaticcia, adesso ho il tempo di farlo. Per prima cosa devo dire 11 cose di me.... da dove cominciare...

1) Sono permalosa... purtroppissimo!
2) Sono prefezionista... purtroppissimo!
3) Ho un marito meraviglioso
4) Non so cosa farei senza mio fratello e la mia mamma
5) Vorrei imparare una lingua nuova ogni anno
6) Ho una lista di luoghi che vorrei visitare così lunga che non me la ricordo neanche più
7) Amo i cupcakes ed i mirtilli
8) Vorrei avere più tempo per imparare ciò che non so
9) Desidererei non deludere gli altri
10) Quando mi sposto vorrei portare con me tante meravigliose persone che ho conosciuto qui in Nicaragua e che forse non rivedrò mai più
11) Vorrei tanto scrivere un libro... nella mia mente è già terminato!

Ora devo rispondere a 11 domande... pronti ... via!

1) Chi è la persona a cui confidi tutto?
Mio marito, senza dubbio, e spero che sarà per sempre così.

2) Se potessi essere nella mente di qualcuno chi sceglieresti?
Nella mia... per capire il perchè pensa troppo!

3) Ti accontenti di poco o sei esigente?
Credo entrambe le cose, dipende dalla situazione.

4) Quale sport pratichi?
Chi mi ha conosciuto da ragazzina scoppierebbe a ridere a questa domanda rivolta a me, invece amo il pilates, anche se mi ha distrutto un ginocchio.

5) Come hai trascorso le tue vacanze estive?
Qui in Nicaragua immersa nelle attività che più amo e, a fine estate, dopo due anni di assenza, sono stata in Italia e ho mangiato tanta burrata e mozzarella di bufala!

6) Se tu fossi un' altra persona, saresti amica di te stessa?
Spero tanto di si, ma mi chiederei di essere meno permalosa...

7) Hai un talento particolare?
Voglio scoprirlo cosi tanto!!!!

8) C'è una cosa che non hai potuto fare?
Ce n' è più di una... ma ce ne sono tante di più di quanto avrei mai immaginato che ho potuto fare!

9) Qual' è la prima cosa che noti nelle persone?
Come guardano gli altri

10) Cosa ti fa ridere?
Mio marito e mio fratello, che sono felicissima siano così tanto amici, che  si esibiscono nei loro personaggi più strani

11) Cosa ti fa piangere?
- L' insensibilità,
 - non chi non mantiene le promesse ma chi non si sforza di mantenerle,
 - chi fa soffrire chi amo e, più di ogni altra cosa, 
- quanto mi manca il mio papà.

Ora devo scrivere altre 11 domande ed invitare 10 blogger a rispondere per conoscerci meglio... io invito chiunque abbia il piacere di farlo:

1) Perchè i tuoi genitori hanno scelto il tuo nome?
2) Qual' è il primo ricordo che di balza alla mente della tua infanzia?
3) Qual'è stata la peggior figuraccia che hai fatto a scuola o sul lavoro?
4) Cosa cambieresti di te?
5) Se fossi un ricetta, che piatto saresti?
6) Se fossi un personaggio storico, chi saresti?
7) Cosa ti fa davvero arrabbiare?
8) In cosa hai imparato a controllarti?
9) Se in questo momento ti regalassero un biglietto aereo, dove voleresti?
10) Quando è stata l' ultima volta che sei stata orgogliosa di te?
11) Sei la mente o il braccio?

A prestissimo amiche!




lunedì 14 maggio 2012

Cupcakes...la mia dolce passione

I Cupcakes di Magnolia Bakery (foto dal web)


Robert Musil una volta scrisse: " Quasi ogni prima passione è di breve durata e lascia dietro di sé un gusto d'amaro." Sicuramente Robert conosceva le disgrazie a cui una passione esagerata può portare ma, di certo, non conosceva i cupcakes! Si, perchè una delle mie frivole passioni lascia un gusto tutt' altro che amaro!
Avevo promesso che avrei scritto ogni settimana riguardo alla mia, ormai nota, Cupcakesmania. Sono in ritardo di un giorno ma eccomi qui!
Ho pensato molto da dove cominciare a parlare di questa mia piccola passione e credo che il modo migliore sia raccontare quando sia sbocciata e perchè.
Foto dal web (Magnolia Bakery)
La mia passione per i cupcakes è iniziata nel maggio del 2010, durante un indimenticabile soggiorno a New York, a mio avviso una delle più belle, romantiche, suggestive e vitali città del mondo. Una sera, dopo aver camminato per ore alla scoperta della Grande Mela, una pioggerella romantica faceva da cornice alle luci cittadine che lentamente si accendevano al tramonto. Ci trovavamo nei pressi del Rockefeller Center e vedemmo delle panchine circolari. Ci sedemmo a riposare e, piano piano, molti passanti fecero lo stesso. Ogni coppietta, famiglia e gruppo di amici portava in mano una scatoletta bianca con una scritta vintage che non riuscivamo a decifrare da lontano. Quando la aprivano tutti iniziavano a sorridere ed ognuno estraeva delicatamente un dolce cremoso e dava il primo morso chiudendo gli occhi per poterselo godere di più.
Dal web
Io e mio marito volevamo a tutti i costi capire cosa tutti stessero assaporando con tanta devozione. Cosi aspettammo che tutti terminassero e se ne andassero e, ahimè, guardammo nel bidone dei rifiuti per scoprire l' intrigante scritta sulla scatola. Diceva: " Magnolia Bakery". Ormai per noi era diventata una missione: dovevamo assolutamente trovare questa pasticceria, che senza dubbio doveva essere nei dintorni. Iniziammo a passeggiare ai piedi dell' imponente Rockefeller Center quando vedemmo una lunga coda davanti alla porta di un negozio e un numeroso gruppo di persone davanti alla vetrina dello stesso. Sulla tenda c' era scritto "Magnolia Bakery". Finalmente l' avevamo trovata. All' interno della vetrina un giovane deliziava i passanti mostrando come decorare torte di ogni dimensione ed i meravigliosi dolci che stavano mangiando i passanti. Si chiamavano cupcakes. Immergeva la spatola in creme di diversi colori pastello e, come un artista di fronte ad una sua opera d' arte, decorava ogni tortina così assorto come se nessuno lo stesse osservando.
dal sito ufficiale di Magnolia Bakery
Dovevamo anche noi provare quelle meraviglie e camminare con quelle bellissime scatolette.
Non c'era che l' imbarazzo della scelta: cupcakes dai mille sapori e dai mille colori. Comprammo un cupcake al cioccolato con frosting di cioccolato bianco e un red velvet caupcake, da quel giorno il mio preferito! Uscimmo soddisfatti con la nostra scatoletta e, camminando verso le panchine che avevamo lasciato poco prima, ci sentimmo dei veri newyorkesi. Al primo morso, ovviamente ad occhi chiusi, è cambiata la mia vita. Io, che non sono mai stata una golosa di dolci, ho scoperto il dolce che mi fa impazzire!
Dal quel giorno ho iniziato a cercare le bakery di cupcakes in ogni città in cui mi reco e stilo una personale lista dei migliori cupcakes... Magnolia continua a vincere su tutti, credo abbia veramente il cupcake perfetto!
Non si può fare un viaggio a New York senza assaporare un cupcake da Magnolia, che poi ho scoperto essere una delle pasticcerie più buone e famose degli Stati Uniti e resa molto celebre dall serie TV, che io non mai guardato, Sex and the City. E' un' esperienza indimenticabile che va assaporata lentamente!

Se volete appassionarvi date un' occhiata a questa bellissima presentazione dei cupcakes di Magnolia:



Un Grazie di cuore a Gina del blog "Buona vita principessa" per avermi onorata di questo premio:


 

sabato 12 maggio 2012

Quando davvero l' età non conta...

Alphonse Allais una volta scrisse: "Mi è impossibile dirvi la mia età: cambia tutti i giorni." Nulla di più logico e ragionevole. Sicuramente Alphonse sarebbe rimasto affascinato, come sono rimasta io, davanti al sorriso, ormai invecchiato, di una signora che ho conosciuto qualche anno fa ma che è rimasta fotografata nella mia mente e , credo, per sempre, nei miei ricordi. Questa settimana ecco la fotografia che desidero condividere:
Era un mercoledì e, come di consueto, eravamo partiti molto presto dalla nostra base di Palacaguina, un piccolo villaggio nel nord del Nicaragua dove abbiamo vissuto per un anno che ha cambiato per sempre la nostra vita. Palacaguina è circondata da montagne tropicali nelle quali vivono comunità sperdute e dimenticate da tutto il mondo. Ogni mercoledi cercavamo, nell' apparente inabitato territorio, comunità diverse. Non era facile raggiungerle. Spesso dovevamo guadare fiumi, attraversare ponti sospesi o  scalare rocce per ore. Ne valeva la pena. Durante queste faticose, stancanti ma meravigliose giornate, abbiamo conosciuto persone che si commuovevano al nostro arrivo, che condividevano tutto e che apprezzavano davvero il nostro aiuto ricordandoci il vero significato di ciò a cui abbiamo deciso di dedicare la nostra vita. Quel mercoledì per me è stato speciale. Abbiamo viaggiato per ore in condizioni  molto difficili, ma al nostro arrivo abbiamo presto dimenticato le fatiche trascorrendo la giornata con le meravigliose persone locali.
Non ricordo il suo nome ma ricordo il suono piacevole e contagioso della sua risata. Rideva con tutto il corpo alla mia, qui in Nicaruagua non inopportuna, domanda:" quanti anni ha?". Dopo averci trascinati in questa risata indimenticabile, la mia nuova amica ci ha spiegato che proprio non se lo ricordava ma che sicuramente gli anni erano molti... come poteva avere tenuto il conto così a lungo, ormai aveva perso il filo! Ricordava la sua vita ma non da quanto tempo la stava vivendo. Spesso si dice che l' età non conta, ma quel giorno ho veramente capito, per la prima volta, il significato profondo di questo "luogo comune".
Ci ascoltava, annuiva mentre continuava a mangiare il suo umile pranzo. Era contenta della nostra visita e ci osservava. Dai suoi occhi capivo che ci considerava strani, così diversi dalle persone della sua comunità isolata nella quale aveva trascorso i suoi lunghi ma imprecisati anni. Nelle comunità i nostri nuovi amici spesso ci chiedono di non dimenticarci di loro e io devo mantenere questa promessa, una promessa che credo di fare ogni giorno soprattutto a me stessa. Lei e le sua allegre risate sicuramente non le dimenticherò!

Oggi ho ricevuto un premio carinissimo da una blogger che apprezzo molto:


Ecco le semplici regole:
1) Linkare il log dal quale lo si ha ricevuto: Cafè noir chic di Audrey
2) Premiare altri 10 blog... e questo richiede un po' più di tempo!
















mercoledì 9 maggio 2012

Tornare a Casa


 
" Ogni casa ha il suo odore inconfondibile. Qualcosa che ti eccita e ti spaventa. Come quando torni a casa dalle vacanze e rimani sul ballatoio, con la porta aperta e le valigie a terra. Indeciso se profanare quella strana penombra." - Alfredo Accadino -